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	<title>Aikido Sapri</title>
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	<description>Aikido, Jodo, Cultura Giapponese</description>
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		<title>L&#8217;Aikido spiegato da Christian Tissier 7° dan</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 11:40:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Aikido praticato bene pone tante domande, ne abbiamo proposte alcune a Christian Tissier  7° dan. Per giungere ad un&#8217;applicazione perfettamente efficace in Aikido, bisogna prima agire e poi pensare scordandosi della tecnica o piuttosto il contrario? C.T. Per come la vedo, l&#8217;unica applicazione efficace dell&#8217;Aikido è la preservazione della propria ed altrui integrità e il ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_101" class="wp-caption alignnone" style="width: 520px"><a href="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/christian_tissier2-aikido-sapri.jpg"><img class="size-full wp-image-101" title="christian_tissier2 - aikido sapri" src="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/christian_tissier2-aikido-sapri.jpg" alt="" width="510" height="250" /></a>
<p class="wp-caption-text">Christian Tissier</p>
</div>
<p>L&#8217;Aikido praticato bene pone tante domande, ne abbiamo proposte alcune a Christian Tissier  7° dan.</p>
<p>Per giungere ad un&#8217;applicazione perfettamente efficace in Aikido, bisogna prima agire e poi pensare scordandosi della tecnica o piuttosto il contrario?</p>
<p>C.T. Per come la vedo, l&#8217;unica applicazione efficace dell&#8217;Aikido è la preservazione della propria ed altrui integrità e il successo nelle scelte che ci si è prefissati, lo sviluppo delle proprie qualità umane, fisiche e spirituali.<br />
Però la seconda parte della domanda richiede una risposta più &#8220;terraterra&#8221;.<br />
In Aikido non si può dire che ci siano veramente delle regole, ma piuttosto dei livelli d&#8217;applicazione.<br />
Mettendo in pratica con determinazione e violenza, certe tecniche (non tutte) sono temibili, anche se il praticante non ha ancora acquisito una grande esperienza.</p>
<p>Ma a questo punto si parla d&#8217;Aikido?<br />
Difesa personale sotto forma d&#8217;Aikido sarebbe probabilmente un termine più adatto .<br />
Riguardo al pensare prima e poi agire?<br />
Può andar bene se si intende la strategia precedente all&#8217;azione. Può anche andar bene se c&#8217;è il tempo di considerare le diverse possibilità dominando le proprie emozioni.<br />
Ma quando esiste la padronanza, l&#8217;unica modalità davvero efficace è la spontaneità.<br />
Tutta la pratica della nostra arte marziale tende a sviluppare quest&#8217;istante, questa scelta non ragionata nella quale solo quanto avrete acquisito in profondità vi condurrà come la migliore delle guide.<br />
In quei precisi momenti, la visione dell&#8217;azione è allora molto chiara, come rallentata, la vera potenza si esprime sciolta e leggera, eppure terribilmente pesante al momento cruciale.</p>
<p>A priori, tutte le tecniche d&#8217;Aikido si possono applicare a qualsiasi forma d&#8217;attacco?</p>
<p>C.T.   A priori sì.<br />
Anche se gli attacchi sono molto convenzionali, questo è un bene, perché resta la forma al di là della varietà dell&#8217;attacco.<br />
I colpi dovrebbero rappresentare tutte le direzioni: dall&#8217;alto verso il basso (shomenuchi), di lato o di rovescio (yokomenuchi), di fronte (tsuki), etc.<br />
Si può dunque considerare che, dal punto di vista della direzione, non ci siano differenze sostanziali tra un yokomen ben dato ed un gancio classico.<br />
Il problema è piuttosto quello che si vede nella pratica: gli aikidoka non fanno abbastanza attenzione alla qualità dei loro attacchi che sono spesso troppo molli e poco precisi.<br />
Troppo aperti quando le braccia si alzano o al contrario rigidi e poco veloci,  non concentrati sul centro e privi della nozione d&#8217;impatto e di distanza.<br />
Questo  aspetto va migliorando, ma un grosso lavoro resta da fare.<br />
Per quanto riguarda gli attacchi di piedi, il numero di tecniche applicabili direttamente sul primo attacco, è abbastanza limitato .<br />
Ma schivare il primo attacco di piedi modificando la distanza e le reazioni dell&#8217;avversario può portare a una presa, un colpo di mani o una proiezione che renda dunque possibile tutta una serie di applicazioni.</p>
<p>L&#8217;efficacia e la progressione qualitativa delle tecniche sono legate ad una  ricerca estetica? Di fatto esiste un&#8217;opposizione tra un Aikido artistico e un Aikido efficace?</p>
<p>C.T.    No, non lo credo, in ogni caso non sono legate ad una ricerca solo estetica. Di certo non si deve praticare un Aikido &#8220;manierato&#8221;.<br />
Il fatto è che l&#8217;Aikido, come qualsiasi arte che utilizza il corpo come supporto, tende all&#8217;esecuzione di un gesto puro, sbarazzato d&#8217;ogni paura, stizza, irritazione e bloccaggi, sia fisici che psichici. Secondo me non c&#8217;è un Aikido efficace ed uno artistico. L&#8217;Aikido, se praticato bene, è efficace e per forza bello. Se è efficace senza essere bello, è di certo praticato con la forza ed è dunque limitato nella sua capacità e potenzialità, ancorché nella sua possibilità di progredire. Esprime solo quello che l&#8217;aikidoka in questione ha già più o meno acquisito e utilizza per rassicurarsi, niente più.<br />
L&#8217;Aikido estetico, ma senza efficacia, sarebbe come mimare.<br />
Somiglierebbe all&#8217;arte, ma la forma sarebbe vuota.<br />
Una pratica privata del suo contenuto reale, non potrà portare in se alcuna autenticità e realtà.<br />
E&#8217; vero che con la connivenza di un buon partner può apparentemente funzionare, ma quell&#8217; Aikido non resisterebbe certo in un conflitto, perché il timore ne farebbe apparire tutti i limiti.</p>
<p>Squilibrare l&#8217;avversario è fondamentale in aikido, che ne è dell&#8217;atemi ad esempio?</p>
<p>C.T.    O Sensei Morihei Ueshiba diceva che l&#8217;Aikido da lui fondato consistesse in irimi ed atemi.<br />
Il senso dell&#8217;atemi è quindi essenziale per diverse ragioni.<br />
L&#8217;atemi permette di materializzare una distanza, di fissare il partner in qualche modo, di fermarlo o di posizionarsi in confronto a lui.<br />
Al di là del colpo, è anche un punto d&#8217;appoggio non trascurabile.<br />
L&#8217;atemi può anche aiutare a neutralizzare la violenza dell&#8217;avversario.<br />
O anche, ancora meglio, dosandolo a seconda dell&#8217;azione che si è deciso di realizzare, per immobilizzare con fermezza e senza danni l&#8217;avversario.<br />
L&#8217;atemi può mostrare delle chiusure nell&#8217;azione e per questo non c&#8217;è bisogno che ci sia impatto. E&#8217; più importante che l&#8217;atemi chiuda e apra degli angoli al momento giusto ed anche alla distanza giusta.<br />
Ma attenzione, non si tratta soltanto di un semplice gesto, deve essere credibile e quindi preciso, intenso e potente.<br />
L&#8217;atemi deve sempre essere utilizzato consapevolmente, mai come reazione di paura, d&#8217;impotenza o con aggressività. Perché in questi casi, non è più un aikidoka che si esprime, ma una persona qualsiasi.<br />
Di fatto praticato con efficacia, l&#8217;atemi deve rappresentare una sanzione potenziale e radicale, lasciando all&#8217;aikidoka la scelta della clemenza, ma senza debolezza durante l&#8217;azione.</p>
<p>La scioltezza e la forza entrano in contrasto con una pratica esemplare dell&#8217;aikido o al contrario in quali casi sono complementari?</p>
<p>C.T. Penso che sia essenziale distinguere tra una persona, naturalmente forte, ma che utilizza la sua potenza senza lavorare con la forza, ed una che fonda la sua pratica &#8220;solo&#8221; sulla propria forza.<br />
Oltre al fatto che sarebbe inaccettabile per la propria progressione tecnica, la quale sarebbe impedita da questo &#8220;tradursi in applicazione della forza&#8221;, l&#8217;uso di questa forza sarà ovviamente limitato dall&#8217;età e col tempo invece di progredire, il praticante si irrigidirà e si contrarrà sempre più, le conseguenze sarebbero evidentemente negative.<br />
Bisogna ricordare che tutto il lavoro sulla precisione della tecnica tende ad ottenere il massimo d&#8217;efficacia con il minimo sforzo.<br />
Per quanto riguarda la scioltezza è lo stesso, si deve distinguere fra la scioltezza articolare e quella nell&#8217;azione.<br />
Se la tecnica non è precisa, la postura aleatoria e se ci dovesse essere un aggressione inaspettata o della paura, il più sciolto dei praticanti si bloccherebbe subito e proverebbe a compensare con quello che è accessibile immediatamente e cioè un sentimento di rigetto, di rifiuto, un aumento di forza nelle spalle.<br />
Non si può avere un movimento naturale senza scioltezza.<br />
Ma naturale significa che ci sia pratica, dunque economia, quindi precisione. E&#8217; solo in un movimento tecnico, sciolto e senza blocchi fisici e mentali (quindi senza paura) che tutta la forza si esprime per liberare una grande potenza.</p>
<p>Il lavoro sul Ki basta ad aprire la porta dell&#8217;Aikido o è necessario un allenamento più fisico?</p>
<p>C.T. Certo il problema del Ki, se si può definire così con esattezza, è il suo scorrere, la sua libera circolazione e il suo scambio esterno &#8211; interno in armonia con tutti gli elementi che ci circondano.<br />
E&#8217; possibile allenarsi da solo o con un partner particolarmente compiacente: imparare a piazzare le proprie spalle, la schiena, il bacino, la respirazione, cercare il proprio centro, etc. Ma quando c&#8217;è un aggressione fittizia o reale, quando c&#8217;è una relazione con l&#8217;altro, senza un precedente ed intenso allenamento, senza una vera esperienza, senza calma, come mantenere il piazzamento, le spalle basse, la posizione dell&#8217;hara etc.? L&#8217;Aikido elaborato da O Sensei e scelto da noi come base di pratica, consapevolmente è un budo, l&#8217;attaccante è il pretesto con il quale bisogna trovare una soluzione armoniosa del conflitto, dei Ki, anche se quest&#8217;ultimo non lo volesse.</p>
<p>Aikido è un budo, si può considerare solo come un arte di difesa?</p>
<p>C.T. Un budo è un sistema d&#8217;educazione marziale, fisico, mentale, umano, che deve sviluppare fino al massimo grado le qualità inerenti all&#8217;essere umano sviluppando le costanti dello studio della &#8220;via&#8221; che bisogna ricordare: la ricerca del gesto puro che porta alla purezza dello spirito, il rispetto, l&#8217;attitudine giusta al momento giusto, la spontaneità etc. Ridurre il budo ad una sola arte di difesa, è scordarsi la sua dimensione d&#8217;apertura sul mondo e sbagliare epoca e armi. Quando tutte le qualità del budoka sono acquisite, arte di difesa inclusa, egli può andare dritto nel mondo per comunicare, vivere ed amare senza timore per lui e per gli altri.<br />
Chi pratica soltanto un arte di difesa non fa altro che forgiarsi un carapace, che vorrebbe sempre più solido, ma nel quale rischia di isolarsi e di non riuscire più ad uscirne.<br />
Traduzione a cura di Marco Marini</p>
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		<title>Un saluto al Maestro Fujimoto</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 19:24:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Maestro-Fujimoto-Aikido-Sapri.jpg"><img class="alignnone  wp-image-95" title="Maestro Fujimoto - Aikido Sapri" src="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/Maestro-Fujimoto-Aikido-Sapri-1024x652.jpg" alt="" width="581" height="369" /></a></p>
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		<title>Aikido keicogi bokken kobuto jo tanto, atrrezzatura per l&#8217;aikido</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 16:45:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aikido keicogi bokken kobuto jo tanto, atrrezzatura per l&#8217;aikido L&#8217;attrezzatura necessaria per la pratica dell&#8217;aikido è veramente limitata, soprattutto comparandola a numerose altre attività sportive. Il Keikogi L Aikido si pratica indossando un&#8217;uniforme chiamata in giapponese keikogi o divisa per l&#8217;allenamento, dal termine Keiko che significa: &#8220;pensare alla maniera degli antichi maestri&#8221; ed anche praticare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Aikido-keicogi-bokken-kobuto-jo-tanto-atrrezzatura-per-laikido-aikido-sapri.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-86" title="Aikido keicogi bokken kobuto jo tanto, atrrezzatura per l'aikido - aikido sapri" src="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Aikido-keicogi-bokken-kobuto-jo-tanto-atrrezzatura-per-laikido-aikido-sapri.jpg" alt="" width="510" height="250" /></a></p>
<p><strong>Aikido keicogi bokken kobuto jo tanto, atrrezzatura per l&#8217;aikido </strong></p>
<table width="98%" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">L&#8217;attrezzatura necessaria per la pratica dell&#8217;aikido è veramente limitata, soprattutto comparandola a numerose altre attività sportive.</p>
<p><strong>Il Keikogi</strong><strong></strong></p>
<p>L Aikido si pratica indossando un&#8217;uniforme chiamata in giapponese keikogi o divisa per l&#8217;allenamento, dal termine Keiko che significa: &#8220;pensare alla maniera degli antichi maestri&#8221; ed anche praticare. Il termine Kimono, entrato ormai nell&#8217;uso corrente, senza un aggettivo o attributo che ne definisce il tipo è un termine generico per indicare semplicemente un indumento. Allora il keikogi tradizionale deve essere di colore bianco. Il colore bianco nella tradizione giapponese significa lutto oppure purezza di spirito. Il fondatore, il grande maestro O-Sensei negli ultimi suoi anni di attività indossava una divisa completamente bianca a significare, in questo caso, il suo raggiungimento dell&#8217;armonia e della purezza di spirito oltre al suo raggiungimento della conoscenza. Il keicogi deve esere solo di cotone naturale, in modo che possa, durante l&#8217;allenamento, favorire sia la traspirazione che l&#8217; assorbimento del sudore. Generalmente viene indossato sulla pelle nuda, solo le donne, per ovvi motivi, hanno il permesso di indossare al di sotto una maglietta di cotone bianco senza collo. Questa dispensa vale anche per le persone di una certa età.</p>
<p>Il keicogi è costituito da un paio di pantaloni ( zubon), da una giacca ( uwagi ), tenuta chiusa da una cintura ( obi ). Non sono presenti ne bottoni ne spille ne parti metalliche. Nelle altre arti marziali è pratica comune usare una cintura di colore codificato, che indica il grado di apprendimento raggiunto. Normalmente si parte dal bianco si passa al giallo poi al verde, al blu, al marrone e quindi al nero, quindi si prosegue con i gradi superiori o gradi dan.</p>
<p>In Aikido invece si usa sempre una cintura bianca per tutti i gradi fino alla cintura nera ( nera, perchè l&#8217;originaria cintura bianca si è sporcata con anni di sudore esercizio e dedizione).</p>
<p>E&#8217; di rigore che tutti i praticanti di un&#8217;arte marziale indossino lo stesso vestito, il significato sarà subito chiaro:</p>
<p>In passato, sia in oriente che in occidente il tipo e la foggia dell&#8217;abito erano un simbolo del proprio rango sociale. Nei dojo tradizionali di allora, come di oggi,l&#8217;uso di uno stesso abito, cioè di una uniforme, serviva a ribadire che: All&#8217;interno di un dojo non c&#8217;è censo, casta, o titolo nobiliare che conti, il valore è definito solo dalle capacità fisiche e spirituali, dall&#8217;impegno ad apprendere l&#8217;arte marziale e dai risultati che si riesce ad ottenere, tutto ciò, definito in qualche modo, solo dal colore della cintura (o dal grado guadagnato).</p>
<p>Nei dojo tradizionali i colori e gradi erano solamente tre, corrispondenti al bianco, al marrone e al nero. Ora si sono aggiunti, in altre discipline, una moltitudine di altri colori corrispondenti a tanti altri gradi intermedi.</p>
<p>Nell&#8217;Aikido si è rimasti un po più aderenti alla tradizione; come si è detto,cintura bianca sempre e poi &#8220;cintura nera&#8221;. Ed i gradi dove sono ? nessuna paura, ci sono ancora, e si chiamano kyu. Un novizio entra in 6°kyu, poi guadagnerà il 5° poi il 4° e quindi il 3° senza particolari segni distintivi, restando con la cintura bianca. Dal 3° kyu gli viene permesso di indossare sopra lo zubon (pantalone) una hakamà, una gonna pantalone di colore nero o blu che è stato un abito da lavoro tradizionale dei BUSHI (guerrieri)</p>
<p>Il bianco keicogi non deve avere distintivi o gagliardetti che nulla hanno a vedere con la tradizione. Deve essere sempre pulito, bianco, immacolato ed ordinato.</p>
<p>Ora qualche consiglio di ordine pratico:</p>
<p>I keicogi usati in aikido sono uguali a quelli usati per il judo.Ne esistono tre gradazioni, una leggera una intermedia ed una pesante. Noi sceglieremo il tipo intermedio peso circa 16 oz. La giacca ha una caratteristica tessitura detta a chicco di riso, i pantaloni hanno dei rinforzi per proteggere le ginocchia. Non andrebbero bene quelli usati nel karate che sono di tessuto liscio e molto più leggeri questo per la tipicità delle loro tecniche.</p>
<p>Completano la divisa un paio di ciabattine, semplicissime ed economiche. Ricordiamoci in un dojo non si usano le sacrpe e sul tatami si sale solo a piedi nudi o con dei calzini bianchi. Le ciabattine infradito stile giapponese sono quelle che fanno al caso nostro.</p>
<p><strong>Le armi: Il bokken il jo ed il tanto</strong><strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bokken o Bokuto</strong></p>
<p>Il bokken è una spada di legno lunga circa un metro che riproduce la forma di una katana, la spada maggiormente utilizzata dai samurai, adottata per la pratica del’aikido e in molte scuole di kenjutsu.<br />
Di bokken ce ne sono di vari tipi fogge e dimensioni. Ciascuna scuola, che ne ha fatto uso, ne ha elaborato una forma, confacente al proprio stile. Quello usato in aikido è abbastanza semplice, lungo 101 cm del peso tra 500 e 650 gr. Un discorso molto complicato, se vogliamo entrare nei dettagli, è sul tipo di legno con cui sono fatti. Il legno deve essere duro, compatto, resistente ai colpi. Il migliore sembra essere la quercia bianca japponese, che purtroppo non crese fuori del Jappone. Noi ci accontenteremo, quindi, di bokken fatti con legni esotici come il noce del tanganica, alcune varianti del mogano, oppure usando nostre essenze, come il pero, il bosso, l&#8217;olmo, ed a scalare, il faggio od il frassino che risultano però troppo leggeri, ma adatti se ci vogliamo cimentare nella costruzione di un bokken personale. Basta, un po di manualità e pochi attrezzi come pialletta, seghetto raspa, carta vetrata, e tanta pazienza. Personalmente mi sono cimentato nella costruzione di un paio di bokken, il risultato estetico è accettabile ma troppo leggeri (di poco inferiori ai 500 gr), comunque buoni per le donne di taglia minuta. Se trovo il legno adatto finalmente farò il &#8220;mio&#8221; bokken. Vi assicuro, lavorare con un bokken ad arte, fatto con le proprie mani è un vero piacere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Jo</strong></p>
<p>Il jo è un bastone corto di legno, per distinguerlo dal bastone lungo, il <strong>bo</strong> circa 200 cm, non usato in Aikido, con il quale sono state eleborate delle tecniche di difesa molto efficaci, sia in uno scontro jo conto jo, che jo contro bokken. Vi assicuro che un jo usato con buona tecnica da filo da torcere anche ad una vera katana e non è detto che il risultato finale dello scontro sia a favore di quest&#8217;ultima. Per quanto riguarda il tipo di legno,valgono le problematiche incontrate con i bokken, quindi un legno duro e resistente. Il suo peso deve esere intorno ai 600 gr, il suo diametro 2,6 cm, la sua lunghezza 128 cm.<br />
Per quanto riguarda la sua lunghezza bisogna aprire una digressione.</p>
<p>La lunghezza standard di un jo viene così defnita:</p>
<p>diametro = 8 bu<br />
lunghezza = 4 shaku 2 sun 1 bu</p>
<p>Cosa diavolo è adeso questo shaku ?<br />
Lo shaku è una tradizionale unità di lunghezza giapponese, ancora usata per definire la lunghezza delle armi.<br />
Uno &#8220;shaku&#8221; viene diviso in dieci &#8220;sun&#8221;, che a sua volta viene diviso indieci &#8220;bu&#8221;.</p>
<p>1 shaku = 30,3022cm<br />
1 sun = 3,0322 cm<br />
1 bu = 0,303022 cm</p>
<p>1 shaku = 10 sun<br />
1 sun = 10 bu</p>
<p>jo diametro 8 bu = 2,42 cm<br />
jo lunghezza 4 shaku 2 sun 1 bu = 127,6 cm</p>
<p>Quale è allora la sua lunghezza ?<br />
E&#8217; uso comune adattarlo alla propria altezza e si prende come riferimento la propia ascella. Un jo deve stare comodamente in piedi sotto la propria ascella. Per un tipo come me alto 1,80 m il jo risulterà lungo 134 cm.</p>
<p><strong>Tanto</strong></p>
<p>Il tanto è la versione in legno del pugnale usato dai Samurai per fare &#8220;Seppuku&#8221;. Noi non vogliamo suicidarsi, per cui, per le tecniche che ne fanno uso, ( difesa contro attacco da coltello ) si potrà usare, in deroga alle tradizioni giapponesi, 35 cm di tubo in gomma morbida, quello usato per coibentare i tubi va benissimo, così, anche per sbaglio, nessuno potrà farsi male.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Aikido e Storia cronologica del Giappone</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 16:40:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Storia cronologica del Giappone STORIA DEL GIAPPONE Cronoligia ed avvenimenti salienti della storia Giapponese Era Periodo Date Avvenimenti Jommon -5000/-300 Protostoria della civilta&#8217; giaponaise -5000 E&#8217; ancora una societa&#8217; primitiva, gli uomini sono cacciatori o agricoltori, questa era e&#8217; caratterizzata dal ritrovamento di vasi in argilla decorati con motivi di corde intrecciate. -600 Data ufficiale ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Aikido-e-Storia-cronologica-del-Giappone-aikido-sapri.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-81" title="Aikido e Storia cronologica del Giappone - aikido sapri" src="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Aikido-e-Storia-cronologica-del-Giappone-aikido-sapri.jpg" alt="" width="510" height="250" /></a></p>
<p><strong>Storia cronologica del Giappone </strong></p>
<table width="98%" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong>STORIA DEL GIAPPONE</strong></p>
<div align="center">
<table width="95%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="4">
<p align="center"><strong><em>Cronoligia ed avvenimenti salienti della storia Giapponese</em></strong><strong></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p align="center"><strong>Era</strong></p>
</td>
<td>
<p align="center"><strong>Periodo</strong></p>
</td>
<td>
<p align="center"><strong>Date</strong></p>
</td>
<td>
<p align="center"><strong>Avvenimenti</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="4"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Jommon</strong></td>
<td valign="top"><strong>-5000/-300</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Protostoria della civilta&#8217; giaponaise</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">-5000</td>
<td valign="top">E&#8217; ancora una societa&#8217; primitiva, gli uomini sono cacciatori o agricoltori, questa era e&#8217; caratterizzata dal ritrovamento di vasi in argilla decorati con motivi di corde intrecciate.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">-600</td>
<td valign="top">Data ufficiale della creazione o nascita del Giappone, per opera del leggendario imperatore Jimmu</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Yayoi</strong></td>
<td valign="top"><strong>-300/300</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Sviluppo della coltivazione del riso e della metallurgia, si produce vasellame in terracotta cotto al forno.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">-108</td>
<td valign="top">La Cina invade la Corea che formava un territorio unico con il Giappone. I Giapponesi vengono cacciati e si ritirano sulle isole dell&#8217;arcipelago.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">100</td>
<td valign="top">Inizio dei contatti con la Cina.<br />
Diffusione della religione dei Kami ( naturista ).<br />
Popolazione coreana si insedia nel Giappone occidentale</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">200</td>
<td valign="top">La Corea viene riconquistata dall&#8217;imperatore Jinko</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">285</td>
<td valign="top">Il Giappone adotta il sistema di scrittura cinese, basato sugli ideogrammi o Kanji.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Yamato</strong></td>
<td valign="top"><strong>300/645</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">L&#8217;era Yamato si divide nei sotto periodi KOFUN e ASUKA</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">300</td>
<td valign="top">Inizio del periodo KOFUN ( vengono usate delle tombe, nelle quali, a corredo funebre, vengono messe ogni sorta di vasellame, gioielli e armi).<br />
Il Giappone abbandona i rituali dei sacrifici umani</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">350</td>
<td valign="top">Unificazione delle tribu&#8217; giapponesi, sull&#8217;isola di Honshu</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">391</td>
<td valign="top">Importazione massiccia di tecniche cinesi: la sericultura (baco da seta) la tessitura e le scienze in generale.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">538</td>
<td valign="top">Introduzione del Buddismo in Giappone, causa di conflitti per il suo riconoscimento ufficiale.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">552</td>
<td valign="top">Inizio del periodo ASUKA</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">562</td>
<td valign="top">Guerra di Corea, il Giappone perde i suoi possedimenti coreani.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">587</td>
<td valign="top">Il Buddismo si afferma definitivamente in Giappone.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">604</td>
<td valign="top">Prima comparsa di una costituzione, per opera del Principe Shotoku, che promulga 17 articoli.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">607</td>
<td valign="top">Prima ambasciata giapponese in Cina.<br />
Horyuji, la piu&#8217; antica costruzione in legno giapponese, viene, alla fine, terminata , ad Hara</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">645</td>
<td valign="top">Colpo di stato dei Nakatomi (bouddhisti) che mettono fine alla dittatura dei Soga<br />
E&#8217; l&#8217;inizio di un periodo di riforme, che durera&#8217; fino al 650. Taika, si ispira alla cina ( nazionalizzazione delle terre ed imposizione di imposte sulle terre)</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">701</td>
<td valign="top">Codice Taiho, codice civile e penale</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">708</td>
<td valign="top">Prima moneta giapponese, in rame.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">710</td>
<td valign="top">Viene fondata, Nara, la nuova capitale.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Nara</strong></td>
<td valign="top"><strong>710/794</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Il Giappone diviene il centro piu&#8217; importante del Buddismo</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">735</td>
<td valign="top">Kibi no Mabi introduce l&#8217;idea di un sillabario dei Katakana, metodo semplificato di scrittura</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">741</td>
<td valign="top">Templi Buddisti vengono costruiti in tutto il paese.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">770</td>
<td valign="top">Morte dell&#8217;imperatrice Shotoku</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">780</td>
<td valign="top">Rivolta della popolazione Hainu</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">784</td>
<td valign="top">La capitale viene trasferita a Nagaoka</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Heian</strong></td>
<td valign="top"><strong>794/1185</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Una era di prosperita&#8217; e di pace.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">794</td>
<td valign="top">Heian (Kyoto), diventa la capitale del Giappone.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">805</td>
<td valign="top">Introduzione della setta Tendai, ad opera del Bonzo Saicho</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">806</td>
<td valign="top">La setta Shingo (si battono affinche&#8217; tutto il mondo possa diventare buddista )</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">857</td>
<td valign="top">Yoshifusa diventa il Grande Cancelliere dell&#8217;Impero.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">939</td>
<td valign="top">I Samurai cominciano ad avere una grande influenza in Giappone.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1017</td>
<td valign="top">Fujiwara-no-Michinaga viene nominato Primo Ministro.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1156</td>
<td valign="top">Guerra civile</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1167</td>
<td valign="top">Il clan dei Taira prendono il potere, Taira-no-Kiyomori diventa Primo Ministro.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1175</td>
<td valign="top">Creazione della setta buddista Jodo (Budda condurra&#8217;, ogni individuo verra&#8217; trasportato al Jodo (Terra Pura))</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1185</td>
<td valign="top">Minamoto Yoritomo batte Taira. Minamoto Yoritomo, diventa capo padrone dell&#8217;arcipelago</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Kamakura</strong></td>
<td valign="top"><strong>1185/1333</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Inizio dell&#8217;era militare</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1191</td>
<td valign="top">Introduzione della dottrina Zen, proveniente dalla Cina. E&#8217; una dottrina dello spirito dedicato alla contemplazione ed alla meditazione</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1192</td>
<td valign="top">Minamoto Yoritomo diventa shogun (comamdante militare supremo), egli riorganizza la struttura del governo</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1199</td>
<td valign="top">Morte di Yorimoto, suo figlio Yoriie prende il potere ( Si lascia manipolare dal suocero e da sua moglie )</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1213</td>
<td valign="top">Il potere degli Hojo si estende, rimpiazzera&#8217; poco a poco il potere dei Minamoto</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1274</td>
<td valign="top">Fino al 1284, una serie di invasioni mongole vengono respinte. Nasce il concetto di ( Kamikaze ) &#8221; vento divino&#8221; , un tifone che respinge l&#8217;invasore</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1313</td>
<td valign="top">L&#8217;emperatore e&#8217; Daigo II, egli si mettera&#8217; contro lo Shogun</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1333</td>
<td valign="top">Fine del regno degli Hojo, Kamakura viene annientato e la famiglia assassinata</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Muromachi</strong></td>
<td valign="top"><strong>1333/1573</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">E&#8217; il periodo di due corsi: l&#8217;eta&#8217; d&#8217;oro dello Zen e del raffinamento intellettuale</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1334</td>
<td valign="top">Restaurazione del potere imperiale</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1336</td>
<td valign="top">Komyo, viene proclamato imperatore alla corte di Kyoto, Go-Daigo installa una corte dissidente a Yoshino</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1338</td>
<td valign="top">Ashikaga Takauji viene nominato shogun. L&#8217;imperatore perde alcuni dei suoi poteri.<br />
Trasmettera&#8217;il suo potere di figlio in figlio fino al 1573</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1350</td>
<td valign="top">Si afferma il Dramma lirico (nô) e l&#8217;estetismo Zen (Cerimonia del the, si creano i famosi giardini giapponesi)</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1392</td>
<td valign="top">Riunificazione delle due corti (quella di Kyoto e di Yoshino)</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1467</td>
<td valign="top">Inizio del periodo dei &#8220;Reami combattenti&#8221; o dei &#8220;Principati belligeranti&#8221;, che durera&#8217; fino al 1603.<br />
Periodo di guerre civili</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1479</td>
<td valign="top">Costruzione del Padiglione d&#8217;argento</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1500</td>
<td valign="top">Go Kashiwabara, diventa imperatore</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1526</td>
<td valign="top">Go Nara, suo figlio cadetto, diventa imperatore</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1543</td>
<td valign="top">Arrivo delle prime navi ufficiali portoghesi a Tanegashima, viene scambiata soia con armi.<br />
Il grado di ricchezza delle province del Giappone si detemina dal loro livello d&#8217;armamento</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1549</td>
<td valign="top">Arrivo del premio missionario Gesuita, Padre François Xavier</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1557</td>
<td valign="top">Ogimachi, figlio di Go Nara, diventa imperatore</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1571</td>
<td valign="top">Omura Sumitada, un signore di provincia, si converte al cristianesimo ed apre Nagasaki al commercio estero.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1573</td>
<td valign="top">Ashikaga Yoshiaki viene gettato in prigione. Fine dell&#8217;era MUROMACHI</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Momoyama</strong></td>
<td valign="top"><strong>1573/1603</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Inizio dell&#8217;eta&#8217; d&#8217;oro del Japon, simboleggiato dalla creazione di Tokyo</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1582</td>
<td valign="top">Creazione della citta&#8217; di Edo (Tokyo)</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1586</td>
<td valign="top">Go Yôzei, nipote del nonno Ogimachi, devienta imperatore.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1587</td>
<td valign="top">Toyotomi Hideyoshi espelle i missionari e confisca tutte le armi possedute dai contadini e dalla gente del popolo.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1590</td>
<td valign="top">Hideyoshi schiaccia gli Hojo, e si stabilisce a Edo</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1592</td>
<td valign="top">Hideyoshi invade la Corea (con 160.000 uomini).<br />
Una tregua con la Cina viene annunciata.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1598</td>
<td valign="top">Morte di Hideyoshi. I giapponesi si ritirano dalla Corea.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1600</td>
<td valign="top">Tokugawa Ieyasu prende il potere.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Edo</strong></td>
<td valign="top"><strong>1603/1868</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Periodo di isolamento del Giappone.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1603</td>
<td valign="top">Tokugawa Ieyasu viene nominato Shogun, e si stabilisce a Edo.<br />
Viene fondato il Kabuki (Teatro giapponese)</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1605</td>
<td valign="top">Tokugawa Hidetada, succede a suo padre in quanto Shogun</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1609</td>
<td valign="top">Una agenzia di commercio olandese viene creata nell&#8217;isola di Hirado</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1611</td>
<td valign="top">Go-Mizuno-O, terzo figlio di Go Yôzei, diventa imperatore</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1612</td>
<td valign="top">La servitu&#8217; viene abolita, ma continua ad esistere ufficiosamente.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1613</td>
<td valign="top">Creazione di una agenzia commerciale inglese ad Hirodo</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1614</td>
<td valign="top">Inizio della persecuzione dei cristiani.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1615</td>
<td valign="top">Fine della famiglia Toyotomi, attaccata nel suo castello di Osaka</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1620</td>
<td valign="top">Emissione della prima moneta cartacea.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1623</td>
<td valign="top">Gli inglesi e gli sapgnoli abbandonano le loroa agenzie commerciali.<br />
Solo i cinesi e gli olandesi possono commerciare con il Giappone.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1629</td>
<td valign="top">L&#8217;imperatrice Meisho, figlia di Go Mizuno-O prende il potere.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1635</td>
<td valign="top">sankinkotai: Ogni signore di provincia deve soggiornare per due anni a Edo. Inizio della prosperita&#8217; di Edo.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1636</td>
<td valign="top">Viene vietato ai giapponesi di emigrare. Tutti i giapponesi che partono vengono banditi dal paese.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1637</td>
<td valign="top">Rivolta dei contadini a causa di una imposta troppo elevata, vengono massacrati con le armi.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1640</td>
<td valign="top">Due inviati portoghesi,venuti per negoziare nuovi accordi commerciali, vengono assassinati.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1641</td>
<td valign="top">Grande carestia, durera&#8217; per un intero anno.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1643</td>
<td valign="top">Go Komyo, figlio di Go Mizuno-O, divienta imperatore.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1651</td>
<td valign="top">Tokugawa Ietsuna diventa Shogun</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1654</td>
<td valign="top">Gosai imperatore</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1661</td>
<td valign="top">Incendio gigantesco ad Edo, si contano 30.000 morti</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1662</td>
<td valign="top">Reigen, figlio di Go Mizuno-O, diventa imperatore.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1673</td>
<td valign="top">Alcune terribili inondazioni distruggono villaggi e raccolti ne consegue un periodo di carestia di due anni.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1680</td>
<td valign="top">Tokugawa Tsunayoshi deventa il quinto Shogun</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1685</td>
<td valign="top">Higashiyama, figlio di Reigen, diventa imperatore.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1689</td>
<td valign="top">Inizio di grandi catastrofi naturali, una carestia di 3 anni, sisma a Kanto, eruzzione del monte Fuji</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1720</td>
<td valign="top">Autorizzazione ad importare libri occidentali.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1735</td>
<td valign="top">Sakuramachi, figlio di Nakamikado, diventa imperatore.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1747</td>
<td valign="top">Monozono diventa imperatore.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1763</td>
<td valign="top">Sakuramachi diventa imperatrice del Giappone.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1771</td>
<td valign="top">Go Momozono, figlio di Sakuramachi, diventa imperatore.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1816</td>
<td valign="top">Ninko, figlio di Kokaku,diventa imperatore.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1837</td>
<td valign="top">Rivolta di Osaka, viene repressa duramente (rivolta del riso)</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1847</td>
<td valign="top">Komei, figlio di Ninko,diventa imperatore.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1854</td>
<td valign="top">Di fronte ad un blocco della baia di Tokyo, il Giappone permette agli americani di entrare nei porti giapponesi, a Shimoda e Hakodate</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1855</td>
<td valign="top">Il Giappone viene scosso da un grosso sisma, piu&#8217; di 10.000 morti</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1856</td>
<td valign="top">Primo consolato americani in Giappone.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1858</td>
<td valign="top">Vengono sottoscritti trattati con gli USA l&#8217;Olanda la Russia, la Gran BretagnaDes e la francia. Fine dell&#8217;isolamento giapponese.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1862</td>
<td valign="top">Prime ambasciate giapponesi in Europa</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1867</td>
<td valign="top">Meiji, figlio de Komei, diventa il nuovo imperatore del Giappone. Inizio della restaurazione del potere imperiale.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Meiji</strong></td>
<td valign="top"><strong>1868/1912</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Restaurazione del potere imperiale.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1868</td>
<td valign="top">La citta&#8217; di Edo divenata ufficialmente capitale del Giappone e viene ribattezzata TOKYO</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1871</td>
<td valign="top">Abolizione definitiva dei privilegi feudali, creazione di distretti amministrativi.<br />
Gli studenti iniziano a partire per l&#8217;estero.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1872</td>
<td valign="top">Servizio militare obbligatorio, riforma dell&#8217;esercito sul modello russo e francese.<br />
Adozione dello Yen come moneta nazionale.<br />
Riforme in tutti i settori, stampa, diritti, finanza, ferrovia.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1877</td>
<td valign="top">SAIGO TAKAMORI conduce una rivolta che significa per i Sanurai la fine del loro potere.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1884</td>
<td valign="top">Creazione di un senato.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1888</td>
<td valign="top">Primo consiglio di stato, con un primo ministro che viene nominato dal&#8217;imperetore</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1889</td>
<td valign="top">Promulgazione di una costituzione, l&#8217;imperatore ha il pieno potere caudiuvato da una camera di deputati e senatori.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1894</td>
<td valign="top">Guerra Sino-Giapponese</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1895</td>
<td valign="top">La China cede Formosa e le isole Pescadores, e paga al Giappone una indennita&#8217; di guerra.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1904</td>
<td valign="top">Guerra Russo-Giapponese, occupazione della Corea ed invasione della Manciuria. La flotta russa viene annientata.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1905</td>
<td valign="top">Trattati con la Francia e la Russia</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1910</td>
<td valign="top">Annessone della Corea.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Taisho</strong></td>
<td valign="top"><strong>1912/1926</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">YOSHIHITO (Taisho) porta il Giappone verso la prosperita&#8217; economica.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1919</td>
<td valign="top">Il giappone prende delle concessioni tedesche e avanza in Cina.<br />
Il Giappone diventa la 3a potenza navale mondiale.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1920</td>
<td valign="top">Il giappone si vede chiudere numerosi mercati a causa della cattiva qualita&#8217; dei suoi prodotti.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1921</td>
<td valign="top">Rottura delle relazioni diplomatiche con l&#8217;Inghilterra.<br />
Assassinio del primo ministro HARA KEI.<br />
L&#8217;imperatore HIROHITO rimpiazza TAISHO, divenuto folle.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1923</td>
<td valign="top">Terremoto a Tokio e a Yokohama</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1924</td>
<td valign="top">Gli Americani cacciano i giapponesi dal loro paese. I Giapponesi si avvicinano all&#8217;URSS</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1925</td>
<td valign="top">Viene adottato il suffragio universale per gli uomini.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Showa</strong></td>
<td valign="top"><strong>1926/1941</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Volonta&#8217;, da parte dell&#8217;elite di spingere il paese in avanti, l&#8217;esercito domina il paese, le idee nazionaliste sono predominanti.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1931</td>
<td valign="top">Il giappone occupa la Mnciuria e abbandona la Societa&#8217; delle Nazioni che ha condannato questo atto.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1936</td>
<td valign="top">Patto con i tedeschi contro l&#8217;URSS</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1937</td>
<td valign="top">Inizio della guerra Sino-japonaise, fino al 1945, ma malgrado grandi vittorie , non riesce a far capitolare la Cina.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1939</td>
<td valign="top">Gli USA annullano i trattati commerciali (1911), e non furniscono piu&#8217; materiali strategici.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1940</td>
<td valign="top">Patto stipulato tra Germania, Italia e Giappone.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1941</td>
<td valign="top">Patto di non-aggressione con l&#8217;URSS.<br />
Aggressione di Pearl Arbor, gli USA e l&#8217;Inghilterra dichiarano guerra al Giappone.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1942</td>
<td valign="top">L&#8217;impresa del Giappone si e&#8217; estesa in Cina e su tutto il continente asiatico.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1942</td>
<td valign="top">Gli alleati contrattaccano. Il Giappone perde i territori che era riuscito ad accupare.<br />
Gli americani sbarcano in Giappone.<br />
Bombardamenti di tutte le grandi citta&#8217; eccetto Kyoto</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1945</td>
<td valign="top">USA sgancia la bomba atomica su Hiroshima et Nagazaki.<br />
L&#8217;URSS dichiara guerra e prende la Manciuria.<br />
Il Giappone capitola.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1946</td>
<td valign="top">Occupazione americana, viene imposto di adottare una nuova constituzione.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1951</td>
<td valign="top">Trattato di San Francisco, Il Giappone riottiene la propria indipendenza, ma perde tutte le sue conquiste.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1956</td>
<td valign="top">Il Giappoe entra a far parte dell&#8217;ONU</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top"></td>
<td valign="top">1989</td>
<td valign="top">Morte dell&#8217;imperatore Hirohito</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Heisei</strong></td>
<td valign="top"><strong>1989/&#8230;</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">AKIHITO diviene imperatore</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Aikido e studio dell&#8217;apparato scheletrico</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 16:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[aikido]]></category>
		<category><![CDATA[aikido e studio apparato scheletrico]]></category>
		<category><![CDATA[aikido sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Autuori]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[sapri]]></category>

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		<description><![CDATA[Apparato scheletrico ed articolazioni Apparato scheletrico &#160; Premessa: Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e didattico, quindi non sono ascrivibili né a prescrizioni né a consigli di natura medica Ritengo che tutte le persone che si dedicano ad una qualsiasi attività fisica, debbano avere una qualche conoscenza di come è fatto il ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/aikido-e-studio-dellapparato-scheletrico-aikido-sapri.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-75" title="aikido e studio dell'apparato scheletrico - aikido sapri" src="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/aikido-e-studio-dellapparato-scheletrico-aikido-sapri.jpg" alt="" width="510" height="250" /></a></p>
<p><strong>Apparato scheletrico ed articolazioni </strong></p>
<table width="98%" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<table border="1" cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td><strong>Apparato scheletrico</strong></p>
<p>&nbsp;</td>
<td><strong>Premessa: Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e didattico, quindi non sono ascrivibili né a prescrizioni né a consigli di natura medica</strong></p>
<p>Ritengo che tutte le persone che si dedicano ad una qualsiasi attività fisica, debbano avere una qualche conoscenza di come è fatto il corpo umano. Sono sufficienti conoscenze basilari ( non è questa la sede per fare un trattato di anatomia ) che impediscano di fare azioni o movimenti sconsiderati, ed anche di non allarmarsi per qualsiasi piccolo trauma subito. Il nostro corpo ci parla, mandandoci dei segnali, impariamo ad ascoltarli e a dargli la giusta importanza. <strong>L&#8217;Aikido non è una attività traumatica, non sottopone il nostro corpo a carichi gravosi, anzi al contrario lo mantiene in splendida forma, ed aiuta a riacquistarla per tutti quelli che con una vita sedentaria hanno lasciato arrugginire il proprio corpo.</strong>Molti sport, se eccessivamente praticati, provocano delle patologie caratteristiche: E&#8217; noto il gomito del tennista, la splla del giocatore di golf, il diffusissimo &#8220;calcio&#8221; provoca gravi traumi a carico dell&#8217;artricolazione del ginocchio e della caviglia. Non mi è noto che ci siano patologie specifiche, correlate all&#8217;attività dell&#8217;Aikido</p>
<p>L’apparato scheletrico è la struttura portante, l&#8217;impalcatura del nostro corpo. Il nostro apparato scheletrico è forte e resistente, ed è in grado di sopportare carichi anche gravosi.</p>
<ol start="1">
<li>Cranio</li>
<li>Vertebre cervicali</li>
<li>Clavicola</li>
<li>Omero</li>
<li>Scapola</li>
<li>Sterno</li>
<li>Costole della gabbia toracica</li>
<li>Vertebre lombari</li>
<li>Radio</li>
<li>Ulna</li>
<li>Ossa carpali</li>
<li>Ossa del metacarpo e falangi</li>
<li>Femore</li>
<li>Rotula</li>
<li>Tibia</li>
<li>Perone</li>
<li>Tarso</li>
<li>Matatarso e falangi del piede</li>
</ol>
</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>struttura dell&#8217;osso</strong></p>
<p>&nbsp;</td>
<td>Il miracolo sta nell&#8217;ingegnosità dell&#8217;architettura dell&#8217;osso, tutte le linee di forza, attraverso una complessa struttura reticolare e lamellare vengono deviate, in modo tale che il peso del corpo venga scaricato verticalmente verso terra, in modo tale che tutto sia in equilibrio.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Il Busto</strong></p>
<p>&nbsp;</td>
<td><strong>Scatola cranica</strong></p>
<p>Un resistente contenitore che protegge e contiene il &#8221; cervello &#8220;. Il cranio è formato da una serie di ossa piatte, saldate fra di loro. Unica articolazione presente è quella della mandibola.</p>
<p><strong>Vertebre cervicali</strong></p>
<p>Le prime due e vertrebre della colonna cervicale, l&#8217;atlante e l&#8217;epistrofeo, rivestono una importanza particolare. Sono queste due vertebre dalla struttura un po particolare che permettono l&#8217;ampia rotazione della testa. Insieme alle altre 5 vertebre del gruppo concorrono alla aricolazione e mobilità generale del nostro cranio.</p>
<p><strong>La spina dorsale</strong></p>
<p>Vero miracolo della natura; costituita dalle vertebre, dischi ossei e da dischi intervertebrali. I dischi intervertebrali agiscono da “cuscini” interposti fra vertebre adiacenti, sono costituiti da un nucleo gelatinoso o polposo e da un guscio esterno di fibre elastiche intrecciate. I dischi sono strutture piatte, rotondeggianti, spesse 6-7 mm circa Questi dischi hanno un compito importante per il buon funzionamento della spina dorsale; Se sottoposti ad un carico vanno incontro ad una riduzione di spessore, tornando alla norma quando il carico viene rimosso. I dischi intervertebrali separano le vertebre, permettendo i movimenti fra vertebre adiacenti e quindi consentendo la curvatura della colonna nei movimenti del corpo. Agiscono infine da “ammortizzatori” assorbendo i carichi ed i colpi ricevuti dalla colonna vertebrale. E&#8217; compito della spina dorsale anche di contenere e proteggere il &#8221; midollo spinale &#8221; un grande canale di comunicazione con il cervello che costituisce il siatema nervoso centrale. Il controllo di tutte le funzioni del corpo dipende dal cervello, che trasmette con l&#8217; aiuto del sistema nervoso i suoi ordini dalla testa al tronco ed alle estremità. All&#8217; inverso riceve le informazioni dalla periferia tramite la rete nervosa distribuita in tutto il corpo</p>
<p><strong>Dorso anteriore e dorso posteriore</strong></p>
<p>Richiamo l&#8217;attenzione sul gruppo clavicole scapole che sorreggono l&#8217;articolazione delle spalle, un bilancere mantenuto in equilibrio da un possente gruppo muscolare. Ricordo che la rottura delle clavicole impedisce completamente l&#8217;uso delle braccia. Dal gruppo delle 12 vertebre dorsale si innestano posteriormente le 12 costole di cui 10 convergono, nella parte frontale, in un osso piatto lo sterno, mentre 2 costole, non hanno un appoggio grontale e sono per questo dette &#8220;fluttuanti&#8221;. L&#8217;insieme delle costole creano un involucro protettivo la &#8220;gabbia toracica&#8221;</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Gli arti superiori</strong></p>
<p>&nbsp;</td>
<td><strong>Scapola</strong></p>
<p>E&#8217; un osso piatto e sottile, di forma triangolare, posto in posizione dorsale, all&#8217;altezza della 3°, 7° costa. Si riconoscono una faccia anteriore, costale, ed una posteriore, dorsale; tre margini, tre angoli (distinti in laterale, mediale ed inferiore). All&#8217;angolo della scapola si individua il collo della scapola, dato da una faccia ovoidale, leggermente concava, rivestita di cartilagine. E&#8217; la cavità glenoidea, punto di articolazione dell&#8217;omero. In corrispondenza del suo polo superiore è situata la tuberosità sovraglenoidea, punto di origine del capo lungo del bicipite brachiale, il cui angolo mediale da attacco al muscolo elevatore della scapola.</p>
<p><strong>clavicola</strong></p>
<p>E’ un osso allungato che si estende dal manubrio dello sterno all’acromion, presenta le caratteristiche conformazionali delle ossa piatte, nonostante il prevalere di un diametro possa far pensare ad un osso lungo.</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td><strong>Omero, radio e ulna</strong></p>
<p>Il braccio è formato da un osso molto resistente, l&#8217;omero con una testa sferoitale che si innesta nel gruppo scapola &#8211; clavicola.</p>
<p>l&#8217;avambraccio, formato da due ossa lunghe appaiate il radio e l&#8217;ulna, che nella parte superieriore foramno con l&#8217;omero l&#8217;articolazione del gomito, mentre nella parte inferiore concorrono con le ossa della mano a formare l&#8217;articolazione del polso.</p>
<p><strong>mano</strong></p>
<p>E&#8217; formata da una complessa struttura di piccole ossa: il tarso, formato da 8 ossa, permettono l&#8217;articolazione del polso, più una serie di ossa minute le &#8220;falangi&#8221; che formano la struttura delle dita. Il tarso e le falangi sono interconnesse da un gruppo di ossa allungate che costituiscono il gruppo del &#8220;metatarso&#8221;.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Arti inferiori</strong></p>
<p>&nbsp;</td>
<td>Ne fanno parte Il bacino, il fenore, La tibia ed il perone, e le ossa del piede.</p>
<p>Per chi volesse approfondire questi argomenti consiglio questo sito dove l&#8217;argomento è veramente ben trattato ed anche corredato di immagini eccellenti. link: <a href="http://www.benessere.com/fitness_e_sport/traumi_da_sport/index.html">Fitness e sport</a></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Le Articolazioni</strong></p>
<p>&nbsp;</td>
<td>Le articolazioni sono di tre tipi:</p>
<p>Monoassiali,(solo un movimento )</p>
<p>tipicamnete l&#8217;articolazione del ginocchio</p>
<p>Biassiali, (2 movimenti in direzioni diverse)</p>
<p>articolazione del polso</p>
<p>articolazione del gomito</p>
<p>triassiali o pluriassiali,(piu movimenti in tutte le direzioni)</p>
<p>il caso della spalla.</p>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Una articolazione fondamentale</strong></p>
<p>&nbsp;</td>
<td><strong>La colonna vertebrale o rachide</strong></p>
<p>Grazie alla somma di tante piccole articolazioni, vertebra con vertebra, riusciamo a fare movimenti molto ampi.</p>
<p>Bisognerebbe fare sempre esercizi per mantenerne la flessibilità. Una buona flessibilità della colonna vertebrale, corrisponde ad una buona qualità della vita.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Spalla, Anca, Gomoito, Ginocchio</strong><strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</td>
<td><strong>Articolazione della spalla</strong></p>
<p>La spalla è un complesso sistema costituito da tre ossa (scapola-omero-clavicola) che sono tenute unite fra loro per mezzo di muscoli, tendini e legamenti. La clavicola unisce la spalla alla gabbia toracica, tenendola lontana dal tronco, La clavicola è a sua volta collegata per mezzo dell&#8217;articolazione acromion-claveare alla scapola.</p>
<p><strong>Articolazione dell&#8217;anca</strong></p>
<p>L’articolazione dell’anca è ben rappresentata da una sfera e da una coppa, la parte sferoidale è costituita dalla testa del femore, mentre la coppa, o acetabolo, è un alloggiamneto situato nel bacino. L&#8217;unione della testa del femore e dell&#8217;accettabolo del bacino costituiscono l&#8217;articolazione dell&#8217;anca. Le sedi delle articolazioni sono ricoperte da un tessuto cartilagineo liscio, per limitare gli attriti.</p>
<p><strong>Articolazione del gomito</strong></p>
<p>E’ un complesso articolare relativamente complesso, costituito da tre diverse giunzioni: l’articolazione &#8220;omero-ulna&#8221;; l’articolazione &#8220;omero-radio&#8221;; l’articolazione &#8220;radio-ulna&#8221;, tutte comprese in una capsula articolare comune. Trattarle in dettaglio esula dallo scopo di questo scritto, ci basti sapere che questa articolazione permette la flessione dell&#8217;avambraccio per mezzo dell&#8217;ausilio dei muscolo bicipite e tricipite, e permette anche una rotazione dell&#8217;avambraccio e del gruppo polso-mano di 180°.</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Ginocchio e Piede</strong></p>
<p>&nbsp;</td>
<td><strong>Articolazione del ginocchio</strong></p>
<p>L&#8217;articolazione del ginocchio è costituta dalla giunzione del femore con la tibia e pèrone. Le due ossa sono tenute unite tra loro tramite spesse bande di tessuti molto resitenti, i legamenti. Da menzionare sono i legamenti crociati anteriore e posteriore. Il menisco è una fibrocartilagine situata sulla testa della tibia, deputata ad assorbire i traumi e a lubrificare il compartimento interno od esterno del ginocchio sottoposto a carico. Tutte le ossa articolari, sono ricoperte da una sostanza liscia e morbida chiamata cartilagine. Una cartilagine normale assicura movimenti senza attrito. Il resto delle superfici dell&#8217;articolazione è ricoperto da una pellicola fine e leggera chiamata membrana sinoviale. Questa membrana secerne un liquido lubrificante che riduce lo sfregamento e l’usura dell&#8217;articolazione.</p>
<p><strong>Il Piede</strong></p>
<p>Anche il piede, come la mano ha una struttura ossea molto complessa. L’articolazione è composta dalle teste della tibia e del perone entro cui bascula, nei movimenti di flessione, estensione e rotazione del piede, l’astragalo(talus), un osso con una tozza forma di cubo, che si articola a sua volta, in modo perfettamente corrispondente con il calcagno. Seguono le ossa del metatarso, e le falangi.</p>
<p>(giallo) Pèrone</p>
<p>(azzurro) Tibia</p>
<p>(rosso) Astragalo</p>
<p>(verde) Calcagno</p>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Apparato muscolare</strong></p>
<p>&nbsp;</td>
<td><strong>Tavole muscoli fronte e retro</strong></p>
<p>Queste due tavole accessorie mostrano l&#8217;apparato muscolare visto davanti e di dietro. Non vogliamo imparere i nomi di tutti i muscoli del corpo umano per sostenere un esame di anatomia, e&#8217; sufficiente osservarlo attentamente per avere almeno una visione di massima su come sono posizionate e strutturate le varie fasce muscolari, ed in caso di bisogno individuare proprio quel muscolo che si è momentaneamente indolenzito.<br />
Se si desidera, cliccando sulle immagini è possibile fare il download delle tavole in formato ad alta risoluzione, circa 1100&#215;2800 dpi, 3,2MP, adatte eventualmente per essere stampate in locale.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Respirazione kokyu ho</title>
		<link>http://www.aikidosapri.com/respirazione-kokyu-ho/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 16:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Respirazione kokyu ho Kokyu ho, l&#8217;importanza della respirazione nell&#8217;Aikido Il termine Kokyu (respirazione) ho (metodo) letteralmente significa respirazione o atto respiratorio; Ko può esere tradotto con espirazione e Kyu con inspirazione. L&#8217;unione di questi due fenomeni generano la respirazione. Ma secondo l&#8217;Aikido il &#8221; Kokyu &#8221; va ben oltre al concetto di respirazione ed ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Re<a href="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Respirazione-kokyu-ho-aikido-sapri.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-71" title="Respirazione kokyu ho - aikido sapri" src="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Respirazione-kokyu-ho-aikido-sapri.jpg" alt="" width="510" height="250" /></a>spirazione kokyu ho </strong></p>
<table width="98%" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<table width="90%" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td><strong>Kokyu ho, l&#8217;importanza della respirazione nell&#8217;Aikido</strong><strong></strong></p>
<p>Il termine <strong>Kokyu</strong> (respirazione) <strong>ho</strong> (metodo) letteralmente significa respirazione o atto respiratorio; <strong>Ko</strong> può esere tradotto con espirazione e <strong>Kyu</strong> con inspirazione. L&#8217;unione di questi due fenomeni generano la respirazione. Ma secondo l&#8217;Aikido il &#8221; Kokyu &#8221; va ben oltre al concetto di respirazione ed è considerato un metodo per entrare in contatto, interagire e catturare l&#8217;energia dell&#8217;avversario.</p>
<p>Quale significato ha sul piano tecnico? Se un avversario vi afferra con forza alle braccia da dietro impedendo di muovervi, cosa debbo fare? Debbo sicuramente cercare una tecnica per liberarmi e proiettarlo lontano! Ma l&#8217;avversario è forte, come risolvere questa situazione?</p>
<p>Devo cercare di liberare la mia mente, devo dimenticare colui che continua a stringermi da dietro. Devo cercare di far fluire liberamente il <strong>ki</strong> che è bloccato dal pensiero di colui che mi stringe con tanta forza. &#8220;Tenere la mente libera&#8221; un concetto base dell&#8217;allenamento spirituale dei Samurai al combattimento. Se riesco a fare questo, tutto avverrà in un modo naturale; L&#8217;avversario non sarà più così forte e cederà diventando per me debole. Ora riescirò, senza apparente sforzo, a proiettarlo al di sopra delle mie spalle&#8230;</p>
<p><strong>L&#8217;idea di proiezione provoca una resistenza. Una mente libera fa dimenticare la presenza dell&#8217;avversario.</strong></p>
<p>Ma dimenticare la presenza dell&#8217;avversario non è comunque facile. Più si tenta di dimenticare, più ci si pensa. E&#8217; la gioia, nel fluire del ki che mi fa dimenticare tutto&#8230; La pratica dell&#8217;Aikido implica, dunque, l&#8217;adozione del principio della &#8221; non-resistenza &#8221; nel senso che non si spinge né si tira l&#8217;avversario, si evita ogni azione che possa suscitare o enfatizzare la forza antagonista. Implica anche l&#8217;adozione del principio del &#8221; non-avversario &#8220;. Appena ci pensiamo, il nostro ki è assorbito da questo, la nostra respirazione-attenzione è bloccata; Dunque per non essere assorbiti dall&#8217;avversario, è necessario avere la padronanza della potenza del respiro.</p>
<p><strong><em>O-Sensei Ueshiba affermava spesso:</em></strong><br />
<em>&#8220;L&#8217;Aikido è un&#8217;arte di &#8220;musunde hanatsu&#8221;, cioè unirsi e separarsi&#8221;. Questa alternanza di unione e di separazione, si ottiene attraverso un corretto esercizio dell&#8217;inspirazione ed dell&#8217;espirazione.</em></p>
<p>Dapprima c&#8217;è l&#8217;inspirazione del difensore ( utilizziamo questo termine impreciso, poichè nell&#8217;Aikido non ci sono delle parole adatte per definire un difensore o un assalitore) che fa scaturire l&#8217;azione. Alziamo la mano inspirando e l&#8217;assalitore segue immediatamente il nostro gesto, alzando, a sua volta, la propria mano. C&#8217;è sincronizzazione dell&#8217;inspirazione da una parte e dall&#8217;altra, contemporaneamente alla coordinazione dei gesti. Questa interazione reciproca è, sicuramente, una delle caratteristiche peculiari dell&#8217;Aikido. Io intuisco un movimento e reagisco inducendo in risposta un altro movimento. Essa non esiste né nello Judo, né nel Kendo. In questi ultimi, ognuno respira indipendentemente e agisce in modo autonomo, si aspetta solo una falla un&#8217;apertura che mi permetta di attaccare o inferire il colpo mortale.</p>
<p>All&#8217;inizio l&#8217;interazione non è così evidente. Non si fa che eseguire un certo numero di gesti automatici appresi in allenamento (kata). Finisco per constatare che c&#8217;è coordinazione di gesti nell&#8217;Aikido. In altre parole, se alzo il mio bokken, l&#8217;assalitore alza il suo simultaneamente. Nel Kendo non si è tenuti a rispettare questa forma convenzionale di apprendimento. Se uno alza lo shinai (spada di bambù che simula la katana), l&#8217;altro può replicare colpendo il ventre orizzontalmente.</p>
<p>Perché nell&#8217;Aikido ci sono dei gesti identici o corrispondenti da una parte e dall&#8217;altra? Non si potrebbe in ogni caso domandare al proprio avversario: &#8220;Per favore, sarebbe così gentile di alzare la mano contemporaneamente a me?&#8221;; <strong>Perché una cosa simile sia possibile, ci deve essere una forza coagente che obbliga l&#8217;altro ad agire come ci si augura.</strong> Nell&#8217;inspirazione si trova questa forza, che precede anche l&#8217;atto. Una volta che si è realizzata e che l&#8217;atto è avviato, si passa alla fase dell&#8217;espirazione che permette di far fluire il <strong>&#8221; ki &#8220;</strong>. A questo punto possiamo vedere il il materializzarsi di una proiezione o di altre cose, come forma visibile della tecnica. La respirazione, è senza dubbio il fondamento stesso dell&#8217;Aikido.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">Estratto e riadattato liberamente da &#8220;<em>Bushido</em></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Le regole del Dojo</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 16:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[REGOLE DEL DOJO &#160; 1)      Il praticante dovrà portare con se un asciugamano per evitare di sporcare il keikogi ed il tatami. &#160; 2)      Le unghie delle mani e dei piedi devono essere convenientemente tagliate onde evitare possibili incidenti. &#160; 3)      È  vietato  indossare gioielli durante l’allenamento. &#160; 4)      Abbiate sempre cura dei vostri strumenti ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/dojo-aikido-sapri.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-67" title="dojo - aikido sapri" src="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/dojo-aikido-sapri.jpg" alt="" width="510" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="center">REGOLE DEL DOJO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1)      Il praticante dovrà portare con se un asciugamano per evitare di sporcare il keikogi ed il tatami.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2)      Le unghie delle mani e dei piedi devono essere convenientemente tagliate onde evitare possibili incidenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3)      È  vietato  indossare gioielli durante l’allenamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4)      Abbiate sempre cura dei vostri strumenti di lavoro: il keikogi (tenuta di allenamento) deve essere pulito ed in buone condizioni, le armi  riposte quando non vengono utilizzate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5)      Non è buona norma di comportamento servirsi di un keikogi o di armi appartenenti ad altri allievi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6)      Prima di salire e di scendere dal Tatami, salutare sempre in direzione dello Shomen e del ritratto del fondatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7)      Il modo corretto di sedersi sul tatami è nella posizione di seiza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8)      Non allungare mai le gambe e non appoggiarsi ad un muro o ad un pilastro. Bisogna essere pronti in ogni momento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>9)      Non restare mai in piedi sul tatami senza allenarsi. Se è necessario attendere il vostro turno, farlo in seiza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>10)  Non lasciare il tatami durante la lezione salvo che in caso di incidente o malessere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>11)  La lezione inizia e finisce con una cerimonia formale. È essenziale arrivare puntuali per parteciparvi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>12)  Se si arriva in ritardo bisogna attendere al lato del tatami finché il Maestro non autorizzi la partecipazione alla lezione. Effettuate il saluto nel salire sul tatami, stando attenti a non disturbare la lezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>13)  Qualche minuto prima dell’allenamento, siate già ben riscaldati, seduti in seiza in linea. Questi pochi minuti permettono al vostro spirito di fare il vuoto, di sbarazzarvi dei problemi della giornata, e preparano allo studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>14)  Quando l’insegnante mostra una tecnica, dovete rimanere in seiza e guardare attentamente. Dopo la dimostrazione, salutate un altro allievo ed iniziare a praticare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>15)  Non appena viene annunciata la fine di una tecnica, interrompere immediatamente il vostro movimento, salutare il vostro partner e raggiungere gli altri praticanti seduti ed allineati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>16)  Se per una ragione o per un’altra si ha necessità di porre una domanda al Maestro, andare da lui senza chiamarlo, salutarlo con rispetto e attendere che sia disponibile (in questi casi è sufficiente salutare rimanendo in piedi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>17)  Quando il Maestro mostra una tecnica particolare durante la lezione, mettetevi in seiza e guardate attentamente. Salutatelo quando ha terminato. Quando corregge un altro praticante, potete interrompere il vostro allenamento per osservare. Mettetevi in seiza e salutate ugualmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>18)  Rispettate i praticanti di alto grado. Non discutete (con loro) sull’esecuzione delle tecniche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>19)  Ricordatevi che siete sul tatami per praticare, non per imporre agli altri le vostre idee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>20)  Seguire sempre gli orientamenti e le istruzioni del Sensei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>21)  Se conoscete il movimento che state provando mentre chi lavora con voi non lo conosce, potete guidarlo, ma non cercate di correggerlo se non avete (almeno) il grado di yudansha.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>22)  E’ proibito mangiare, bere, fumare, masticare chelwing gum e parlare sul tatami e fuori durante l’allenamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>23)  Durante l’allenamento è vietato parlare con persone che si trovano al di fuori del tatami.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>24)  Propiziare in ogni momento l’ordine, la disciplina e l’armonia tra i compagni di allenamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>25)  Per evitare situazioni spiacevoli e inutili distrazioni durante i turni dei bambini e dei ragazzi, non sono ammessi in palestra adulti anche se iscritti e praticanti la disciplina fatta eccezione per eventuali Maestri invitati e in occasione di <em>stage</em> aperti al pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>26)  È assolutamente vietato lasciare bambini e ragazzi incustoditi in palestra e fuori, durante o dopo le ore di lezione. Si declina ogni responsabilità per danni a cose e persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>27)  I Signori genitori sono tenuti a far osservare il massimo ordine e silenzio negli spogliatoi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>27)  Per motivi amministrativi, si prega di regolarizzare i pagamenti entro e non oltre il giorno 5 di ogni mese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>28)  Anche in caso di assenze per malattia gli allievi sono tenuti a provvedere lo stesso al pagamento per intero della retta mensile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>29)  L’Ass. Aikido Sapri non è responsabile della metodologia adottata sul Tatami, che è di pertinenza unica del Maestro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>30)  Eventuali chiarimenti in merito alle tecniche, ai programmi e alle metodologie che i genitori degli allievi volessero avere, dovranno essere chiesti al Maestro, fissando opportuno appuntamento collegiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>31)  Il mancato rispetto del presente regolamento può comportare l’allontanamento dal dojo, la cancellazione quale socio temporaneo dell’associazione e quindi come atleta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Maestro                                                                       L’Amministratore della Ass. AIKIDOSAPRI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alessio Autori                                                                                  Caminiti Francesco</em></p>
<p><em>           III DAN</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giappone: La cerimonia del tè</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 16:20:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La cerimonia del tè (cha no yu 茶の湯) è un rito antichissimo, tutt’oggi praticato in Giappone, dietro al quale si nasconde una vera e propria filosofia di vita. La pianta del tè, originaria dell’Asia meridionale, è stata importata in Giappone dalla Cina intorno al VI secolo, insieme al buddismo. Il tipico tè verde in polvere ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/cerimonia-te-Aikido-Sapri.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-64" title="cerimonia-te - Aikido Sapri" src="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/cerimonia-te-Aikido-Sapri.jpg" alt="" width="510" height="250" /></a></p>
<p>La <strong>cerimonia del tè </strong>(cha no yu 茶の湯) è un rito antichissimo, tutt’oggi praticato in<strong> Giappone</strong>, dietro al quale si nasconde una vera e propria filosofia di vita. La <strong>pianta del tè</strong>, originaria dell’Asia meridionale, è stata importata in Giappone dalla <a title="Cina" href="http://www.cina.ws/">Cina</a> intorno al VI secolo, insieme al buddismo. Il tipico <strong>tè verde </strong>in polvere utilizzato ancora oggi, il <strong>maccha </strong>(抹茶), fu importato sempre dalla Cina ma a partire dal <strong>periodo Kamakura </strong>(XII-XIII secolo). Noto in Cina per le sue proprietà mediche e terapeutiche, il tè assunse un ruolo importante già nel <strong>taoismo</strong> come elisir di lunga vita.</p>
<p>La<strong> leggenda </strong>racconta che sia stato addirittura <strong>Bodhidharma</strong>, un monaco buddista del VI secolo, a creare la pianta del tè: durante 9 lunghi anni di meditazione, per timore di addormentarsi e venire meno al suo impegno, decise di tagliarsi le palpebre, che caddero sulla terra dando vita alla pianta del tè. Il tè in effetti è un mezzo per non assopirsi e mantenere viva l’attenzione e la concentrazione durante le lunghe pratiche di meditazione. Inizialmente il consumo del tè era quindi riservato ai <strong>monaci</strong>, nei monasteri durante le cerimonie religiose; col tempo si diffuse anche al resto della popolazione, dapprima fra l&#8217;<strong>aristocrazia</strong> dove momento del tè rappresentava un’occasione mondana. Fra il XIV e XV secolo si diffuse fra la classe <strong>mercantile</strong>, la nuova classe emergente, e successivamente anche fra i <strong>samurai</strong> che fecero della cerimonia del tè un elemento importante della <strong>Via</strong>, il codice di condotta che regolava la vita dei guerrieri.</p>
<p>Non era necessario riunirsi in ambienti dedicati, ma con il tempo lo stretto legame che si instaurò fra lo <strong>Zen</strong> e questo rito ne mutò la forma. Fu un uomo di nome <strong>Murata Shukō </strong>che trasformò il rito da un semplice incontro fra amici, senza canoni o principi, in un <strong>momento intimo fra poche persone</strong>, il <strong>padrone di casa e i suoi ospiti</strong>, in una <strong>piccola stanza</strong>. Propose quindi un tipo di cerimonia basata sulla sensibilità del <strong>buddismo Zen</strong>, sulla <strong>purificazione dello spirito in relazione con la natura</strong>.  Solo grazie allo Zen è possibile infatti comprendere i profondi significati nascosti dietro ogni piccolo gesto intorno a cui si costruisce la cerimonia, il raggiungimento dell’<strong>illuminazione</strong>, le forme d’arte che ne derivano.</p>
<p>Maestro indiscusso della cerimonia del tè fu però <strong>Sen no Rikyū</strong>, nato nel 1522 nella prefettura di <strong>Ōsaka</strong>, che la elevò alla sua espressione più alta e ne fece una vera e propria <strong>forma d’arte</strong>. Fin da giovane egli nutrì una forte passione per il <strong>sadō</strong> (茶道), la <strong>filosofia del tè</strong>, tanto che approdò al <strong>Daitokuji</strong>, un tempio di<strong> Kyōto </strong>dove divenne allievo di un importante maestro di quest’arte.  Il pensiero e la sensibilità estetica di  Rikyū lo resero famoso in tutto il Giappone tanto da diventare servitore di <strong>Oda Nobunaga </strong>e <strong>Toyotomi Hideyoshi</strong>, due dei tre generali che, prima di <strong>Tokuguawa Ieyasu</strong>, si batterono per l’unificazione del Giappone, fra il 1500 e il 1600. I rapporti tuttavia cambiarono nel tempo e nel 1591 il generale Hideyoshi gli impose la morte con il rito del <strong>Seppuku</strong>. A Rikyū rimane il merito di aver codificato in maniera definitiva quest’arte, di aver stabilito riti osservati ancora oggi: serenità e sintonia, silenzio e quiete interiore, armonia e natura.</p>
<p>Il <strong>rituale della cerimonia del tè </strong>si svolge nella <em>cha shitsu</em>, (茶室), la cosiddetta <strong>stanza del tè</strong>, che può trovarsi all’interno di un&#8217;abitazione o essere in una zona separata dalla casa o anche in un padiglione apposito (la suki ya 数奇屋), spesso situato in perfetto equilibrio e armonia all’interno dei giardini. La stanza come luogo di cerimonia venne creata dai maestri Zen per la prima volta intorno al XV secolo. La cerimonia del tè rappresentava in effetti un <strong>momento di meditazione</strong> e la semplicità della stanza era più che appropriata all&#8217;intento: rustici ambienti fatti solo di legno e paglia, esempi di purezza e raffinatezza tanto da divenire punti di riferimento ed ispirazione nella storia dell’architettura. L’<strong>essenzialità</strong>, l’assenza di mobili, di qualsiasi altro oggetto o ornamento, è rappresentazione del <strong>vuoto </strong>a cui la meditazione Zen<strong> </strong>aspira. La stanza del tè è infatti luogo fisico ma anche mentale, rappresenta gli <strong>ideali dell’estetica Zen</strong>: l’assenza di contenuto lascia spazio al pensiero, alla contemplazione del vuoto, quel vuoto materiale che è anche mentale. Il forte<strong> contenuto spirituale della cerimonia </strong>come momento di meditazione giustifica l’isolamento della stanza da tè dall’abitazione, come senso di allentamento dalle ansie e dalla materialità della vita quotidiana.</p>
<p>Importante elemento della stanza è il<strong> tokonoma</strong> (床の間), una piccola nicchia ricavata nella parete, dove vengono appesi rotoli di carta scritti da calligrafi e una piccola composizione di<strong> </strong><a title="Ikebana" href="http://www.giappone.cc/ikebana.html"><strong>ikebana</strong></a>, il <strong>chabana</strong> (茶花), spesso costituita da un solo fiore posto in un vaso. Il posto a sedere vicino al tokonoma è il più importante e quindi riservato al capofamiglia o, all’occasione, all’ospite.  La disposizione dei pochi ornamenti nel tokonoma è generalmente studiata con cura affinché sia in sintonia con le  persone e allo stesso tempo con l’ambiente e la stagione. Le caratteristiche e la disposizione della stanza sono connotate dal termine <strong>sabi </strong>(寂), fascino arcano, bellezza della sobrietà. Rikyū ha stabilito anche le <strong>caratteristiche del padiglione del tè</strong>, composto dalla stanza principale per la cerimonia, un piccolo ambiente di servizio dedicato alla preparazione (<strong>mizuya</strong> 水屋) e un portico dove si soffermano gli ospiti prima di entrare, detto <strong>machiai </strong>(待合い).</p>
<p>Anche il<strong> giardino </strong>riveste un ruolo fondamentale in quanto i suoi spazi sono già parte del rito; un giardino costruito con tale cura da farlo sembrare in realtà un lavoro della natura. Il primo momento della cerimonia è già quello in cui gli<strong> ospiti </strong>percorrono il giardino per recarsi al padiglione, l&#8217;attimo in cui ci si lascia alle spalle la città e la confusione per immergersi nel silenzio e nella meditazione. Percorrendo il giardino gli ospiti predispongono quindi già il proprio animo alle emozioni suscitate dalle caratteristiche del giardino (un piccolo ruscello, le lanterne antiche coperte di muschio, il profumo di piante e fiori&#8230;). Altro aspetto degno di attenzione è l’<strong>abbigliamento</strong>, solitamente caratterizzato da colori sobri; ai piedi i tradizionali<strong> tabi </strong>(足袋), il <strong>ventaglio</strong> e i <strong>kaishi</strong> (懐紙), fazzoletti di carta bianca portati ripiegati nel risvolto del vestito.</p>
<p>La <strong>cerimonia</strong> si svolge nell’assoluto <strong>silenzio</strong> dei partecipanti, padrone e ospiti, che dopo essersi purificati con l’acqua hanno accesso alla stanza e possono prendere posto sui <strong>tatami</strong> (畳, la stuoia di bambù intrecciato, di circa un metro per due), accanto al padrone in ordine di importanza. Tutto il <strong>rito </strong>è un<strong> insieme di gesti fissi e lentissimi</strong>, decisamente misteriosi agli occhi di chi non ne conosce il significato, una vera e propria tecnica di meditazione, strettamente legata al pensiero e alle pratiche Zen. Normalmente la cerimonia si svolge servendo dapprima un pasto leggero (<strong>kaiseki</strong> 懐石), un breve intervallo e poi il momento vero e proprio in cui viene servito il tè, prima in forma densa, poi più leggera. Lo svolgimento di tutte le<strong> fasi della cerimonia </strong>potrebbe richiedere anche alcune ore. La rigida osservanza delle regole imposte rappresenta l’assoluta garanzia che nulla turbi la serenità e l’armonia del rito.</p>
<p>Il tè viene preparato per gli ospiti, dopodiché esistono due momenti diversi a seconda del tipo di tè, se denso o leggero. Nel primo caso (<strong>koicha</strong>  濃茶) l’ospite più importante assaggia per primo solo pochi sorsi dalla tazza che poi viene passata al vicino; nel caso dell’<strong>usucha</strong> (薄茶) invece ad ogni ospite viene servita una tazza il cui contenuto deve essere bevuto interamente. In entrambi i casi la bevanda è densa, dal vivo colore verde e dal forte sapore d’erba. Se la <strong>preparazione del tè</strong> è caratterizzata da gesti fissi e lenti compiuti dall’ospite, allo stesso modo anche gli invitati compiono gesti rituali precisi. Nel momento il cui viene offerta la tazza, l’invitato la prende con la mano destra e lentamente la appoggia sul palmo sinistro ammirandone la bellezza, poi sempre con la mano destra fa ruotare la tazza in senso antiorario in modo da porgerne il lato più bello verso l’esterno. Dopo aver bevuto e pulito il luogo di appoggio delle labbra, la tazza viene nuovamente ruotata e riportata nella posizione iniziale. Al <strong>termine della cerimonia</strong>, le tazze vengono restituite al padrone che le raccoglie e le porta fuori dalla stanza; al suo ritorno con un inchino egli determina la fine del rito congedando gli ospiti dalla stanza accompagnandoli fuori dalla sukiya.</p>
<p>Tra gli <strong>strumenti </strong>utilizzati per compiere la cerimonia vi è ovviamente la <strong>teiera</strong>, il<strong> testsubin </strong>(鉄瓶), un bollitore di ferro dalla sofisticata lavorazione e nato probabilmente nella <strong>regione di Nanbu</strong>, i cui centri erano ricchi di botteghe rinomate nella lavorazione del ferro. Storicamente ritenuti meno fini ed eleganti delle porcellane, questi bricchi venivano utilizzati solo nelle occasioni all’aperto o nei riti più brevi che precedevano la cerimonia vera e propria a cui invece era riservato il <strong>chagama</strong> (茶釜), pentola senza manico e beccuccio in cui si faceva bollire il tè. Questi strumenti dalla veste semplice e severa sono stati poi scoperti dagli occidentali che rimasero incantati proprio per la loro rusticità ed essenzialità, l’efficienza e la perfezione che li caratterizza.</p>
<p>La forma e il design del testubin, sempre impugnato con la mano destra come impone la cerimonia, è senz’altro stato influenzato dallo Zen, che ne impose l’<strong>assenza di decorazioni</strong> o disegni ispirati alla semplicità e alla tranquillità come foglie, fiori, bambù o animali stilizzati. Inoltre, per il <strong>maccha</strong>, il tè più pregiato, devono essere utilizzati contenitori specifici: per l’<strong>usucha</strong>, il tipo più leggero, si utilizza la <strong>natsume</strong> (棗), scatola di legno laccata nera, mentre il <strong>koicha</strong> viene conservato nel chaire, contenitore di ceramica e porcellana adatto a conservare gli aromi.<br />
Il tè rappresenta quindi per la <strong>cultura giapponese </strong>non solo un valore gastronomico ma anche e soprattutto sociale. Oggi in Giappone la <strong>coltivazione</strong> è concentrata nella zona centro-occidentale del Paese, nelle province di <strong>Kyōto</strong>, <a title="Nara" href="http://www.giappone.cc/nara.html"><strong>Nara</strong></a>, <strong>Saitama</strong> e <strong>Shizuoka</strong> dove il <a title="Clima del Giappone" href="http://www.giappone.cc/clima-dell-giappone/">clima</a> è particolarmente ideale e le aree di coltivazione sono pianeggianti o al massimo di bassa collina. Dai germogli e dalla prima foglia della pianta si ricava il tè migliore. Le foglie vengono fatte appassire e, una volta ammorbidite, arrotolate. Mentre il<strong> tè nero </strong>viene sottoposto a fermentazione e quello<strong> cinese </strong>scaldato sul fuoco, il<strong> tè verde giapponese</strong> viene trattato al vapore così da acquistare un aroma delicato, un profumo leggermente amaro e un colore verde chiaro. Le <strong>tipologie di tè giapponese</strong> sono ovviamente molte: vi è il <strong>sencha</strong> (煎茶), tè comune per uso quotidiano, il <strong>gyokuro</strong> (玉露) per grandi occasioni. Di gusto semplice è il <strong>bancha</strong> (番茶), di qualità inferiore,  e il già citato <strong>maccha</strong>, usato esclusivamente per la cerimonia ed ottenuto mischiando la polvere verde in poca acqua calda e mescolato con un <strong>frollino di bambù </strong>(<em>chasen</em> 茶筅).</p>
<p>In un Paese fortemente modernizzato e fortemente attratto dai valori occidentali, un antichissimo rito come la cerimonia del tè potrebbe sembrare quindi anacronistico, tuttavia si dimostra come il Giappone sia ancora un paese strettamente legato alle tradizioni.</p>
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		<title>I 10 pilastri dell&#8217;Aikido</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 16:16:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di Aikido e dintorni ,articolo (tratto da ”Aikido: Etichetta e Disciplina” di Tamura Nobuyoshi ) sui 10 pilastri dell’Aikido; si tratta di 10 fondamenti che tutti noi dovremmo avere la pazienza di tenere ben saldi durante ogni allenamento (e non solo…). 1°-SHISEI Shisei si traduce con: posizione, attitudine, posa. Sugata (shi) esprime la forma, la figura, la ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/zen.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-61" title="zen" src="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/zen.jpg" alt="" width="510" height="250" /></a></p>
<p>Di <a href="http://www.aikidoedintorni.com/Tamura%20Sensei/i_10_pilastri_nellaikido.htm"><strong>Aikido e dintorni</strong></a><strong> ,</strong>articolo (<em>tratto da ”Aikido: Etichetta e Disciplina” di Tamura Nobuyoshi </em>) sui <strong>10 pilastri dell’Aikido</strong>; si tratta di 10 fondamenti che tutti noi dovremmo avere la pazienza di tenere ben saldi durante ogni allenamento (e non solo…).</p>
<p><strong>1°-SHISEI </strong></p>
<p><strong>Shisei</strong> si traduce con: posizione, attitudine, posa. <strong>Sugata</strong> (shi) esprime la forma, la figura, la taglia. Ikioi (sei) esprime la forza, la vivacità, il vigore. Shisei contiene questi due significati.<br />
Ma il senso di <strong>Shisei</strong> non esprime solamente una attitudine esteriore: una buona forma, un buon stile, un ben essere ma anche una forza interiore visibile dall’esterno nella sua manifestazione; per esempio, la vitalità del bimbo visibile attraverso la sua vivacità, i suoi occhi vivaci, i suoi movimenti…………..<br />
Se vogliamo raggiungere questo <strong>Shisei</strong> di che cosa abbiamo bisogno? Primo di tutto di mettere ordine nel corpo che è il vaso contenente il Ki. Per questo, stendete la colonna vertebrale e tenetela diritta. Se avete l’idea di spingere il cielo con la testa, la colonna vertebrale si stende naturalmente. Non gonfiate il petto nella posizione dell’attenti. Le spalle rilassate cadono con morbidezza, l’ano chiuso, le reni non sono impennate, il Ki è confortevolmente posato nel <strong>seika tanden</strong>, il corpo disteso interamente calmo.<br />
Il grande addetto alla sciabola Miyamoto Musashi dice, parlando del shisei marziale:”Il viso è calmo, non è rivolto verso l’alto nè verso il basso, nè di lato, gli occhi chiusi leggermente, senza movimento dei globi oculari, la fronte senza una ruga, le sopracciglia leggermente corrugate, il profilo del naso, diritto, senza troppo rientrare il mento in avanti, la nuca ugualmente diritta, le vertebre cervicali piene di forza. Sotto le spalle cadenti, il corpo è perfettamente rilassato, la colonna vertebrale è in posizione, i glutei rientrati, le ginocchia fino agli alluci, si appongono fortemente al suolo, le anche non sono attorcigliate, il ventre è fermamente arrotondato.<br />
In Aikido, si chiama <strong>sankakutai</strong> una simile posizione soffice, equilibrata, che permette di muoversi liberamente tale quale un tetraedo regolare che girando, diventa conico.</p>
<p><strong>2°- KOKYU</strong></p>
<p>Shisei è acquistato. L’attitudine è buona, il lavoro seguente è Kokyu. Haku (Ko) espirare, Suu (Kyu) inspirare.</p>
<p>Tutti gli esseri viventi assorbono l’ossigeno, ed espellono l’anidride carbonica. Questa azione si chiama <strong>kokyu</strong>. Un buon <strong>kokyu</strong> è lento, profondo, lungo e fatto naturalmente. E’ dunque una respirazione addominale.<br />
All’inizio è bene insistere sull’espirazione e lasciare che l’inspirazione venga da se. La respirazione si fa con il naso. Se il ritmo respiratorio è perturbato, utilizzare la bocca per ristabilirlo.<br />
L’inspirazione si fa con la bocca chiusa, i molari leggermente serrati, la lingua in contatto con il palato. I debuttanti contano mentalmente per regolare l’espirazione e l’inspirazione.Durante l’inspirazione l’ano è chiuso; immaginate che l’aria scenda più in basso dell’ombellico.<br />
Nella pratica del Budo, avviene che l’inspirazione sia rapida, che si tenga l’aria nei polmoni, che si abbia il bisogno di rigettarla rapidamente o al contrario lentamente.<br />
Durante l’esercizio, bisogna prestare molta attenzione alla padronanza del <strong>kokyu</strong>. Kokyu non consiste solamente nel rinnovare l’aria dei polmoni, a rigettare le impurità.E’ necessario durante la pratica d’aver la coscienza di riempirsi di nuovo di un Ki, puro. Il Ki, così immagazzinato, esce con potenza quando il bisogno si fa sentire. Questo irradiamento costante del Ki è il shisei giusto.<br />
Durante la vita quotidiana, quando siete in piedi, o camminate, sul lavoro, anche quando dormite, esercitatevi con il cuore. Se una urgenza si presenta, il vostro kokyu sarà allora quello di ogni giorno. Ma per raggiungere questo stato, il quotidiano è importante.<br />
L’uomo, normalmente dimentica che respira, ma non dimentica di respirare. Nello stesso modo, al di la della coscienza, bisogna far penetrare nel corpo un <strong>kokyu</strong> giusto, un <strong>shisei</strong> giusto. Bisogna esercitarsi continuamente al fine di ottenere questo risultato.<br />
Il corpo essendo stato, in questo modo, riempito di Ki vigoroso, quando si raggiunge l’unità con la natura, l’energia del Ki invade il corpo; diventa possibile fare scaturire da voi stessi una potenza che sorpassa l’immaginazione. Questa forza della respirazione <strong>(kokyu ryoku)</strong> che si esprime non è vostra, ella è la forza della respirazione del cielo e della terra.</p>
<p><strong>3°- KAMAE</strong></p>
<p>Nel budo si dice spesso; “ciò che è importante è <strong>Kamae</strong>“. <strong>Kamae</strong> non è solo al Budo, appartiene anche ad altre arti; fiori, calligrafia, te. Nel football, nella boxe, nel tennis, <strong>Kamae</strong> è ugualmente importante. Nella lingua giapponese <strong>Kamae</strong> ha per significato: prepararsi, mettersi in guardia. Il verbo kamaeru si traduce con fabbricare, preparare, attendere con intensità, stare all’erta. L” ideogramma cinese di <strong>Kamae</strong> è costruito dalla chiave ‘”legno”, il seguito dell’ ideogramma raffigura il perno e la mortasa che rappresentano l’insieme indissociabile della carpenteria. Così il <strong>Kamae</strong> di cui si parla nel Budo, consiste a prendere per rapporto Aite la posizione più vantaggiosa possibile. Sia che siano due singoli o due armate a fronteggiarsi, in qualsiasi circostanza <strong>Kamae</strong> è importante.<br />
Non si può tradurre semplicemente <strong>Kamae</strong> in forma. E’ inutile rammentare che <strong>Kamae</strong> contiene contemporaneamente le forze del kl e il potere di percepire tutti i dettagli. al Kendo il <strong>Kamae</strong> del kendo; al judò il <strong>Kamae</strong> del judò; al tennis il <strong>Kamae</strong> del tennis; nell’ aikido si utilizza <strong>hammi</strong> no <strong>Kamae</strong> (guardia di profilo).<br />
Partendo da una buona posizione naturale <strong>(shizentai)</strong> in piedi, gambe allargate alla larghezza delle spalle, il piede sinistro avanza mentre il piede destro trascinato naturalmente ruota. Abbiamo la guardia a sinistra: <strong>hidari hammi</strong>. Inversamente, abbiamo la guardia a destra: <strong>migi hammi</strong>.<br />
Se i due avversari prendono la medesima guardia, piede destro o piede sinistro avanti, otteniamo ai <strong>hammi</strong> no <strong>Kamae</strong>. Se al contrario, i due avversari hanno la guardia opposta, l’uno il piede destro in avanti, l’altro il piede sinistro o viceversa, diciamo9 <strong>gyaku hammi no kamae</strong>. Ora, se in hidari (omigi) hammi il piede sinistro (o il destro) avanza di un passo come in irimi e se il piede arretrato segue, l’alluce nell’ allineamento del tallone e del pollice del piede sinistro (o destro) in avanti, siamo nella posizione o guardia, detta: <strong>hitiemi</strong> o <strong>ura sankaku</strong>.<br />
Con la spada si utilizza <strong>migi hammi</strong>. Con il jo o a mani nude la guardia di base (fondamentale) è la guardia a sinistra <strong>idari hammi. </strong>Perché <strong>hitoemi</strong> è la guardia fondamentale dell’Aikido? Perché</p>
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		<title>Haru no kaze &#8211; “Vento di primavera” &#8211; Il Giappone a Vicenza</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 18:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Haru no Kaze (Vento di Primavera) – Il Giappone a Vicenza”. Una serie di manifestazioni per conoscere le tradizionali forme espressive dell&#8217;arte e della cultura giapponese. E&#8217; l&#8217;incontro tra i popoli promosso dal Comune di Vicenza. 04/03/2010: “Haru no kaze-Vento di primavera” &#8211; Il Giappone a Vicenza dal 6 al 21 marzo 2010 PROGRAMMA 6 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_54" class="wp-caption alignnone" style="width: 427px"><a href="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Haru-no-kaze.jpg"><img class="size-full wp-image-54" title="Haru no kaze" src="http://www.aikidosapri.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Haru-no-kaze.jpg" alt="" width="417" height="595" /></a>
<p class="wp-caption-text">Haru no kaze &#8211; Vicenza</p>
</div>
<p><strong>“Haru no Kaze (Vento di Primavera) – Il Giappone a Vicenza”.</strong></p>
<p>Una serie di manifestazioni per conoscere le tradizionali forme espressive dell&#8217;arte e della cultura giapponese.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;incontro tra i popoli promosso dal <a href="http://www.comune.vicenza.it/">Comune di Vicenza</a>.</p>
<h1>04/03/2010: “Haru no kaze-Vento di primavera” &#8211; Il Giappone a Vicenza</h1>
<h4>dal 6 al 21 marzo 2010</h4>
<div>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p><strong>6 marzo<br />
</strong><em>Piazza dei Signori, ore 17.00<br />
</em><strong>Concerto di Taiko &#8211; Tamburi Giapponesi<br />
</strong>Gruppo Kyoshindo</p>
<p><strong>11 marzo<br />
</strong><em>Galleria Primo Piano Arte Studio<br />
</em><strong>Apertura mostra opere di Artisti Contemporanei Giapponesi<br />
</strong>Sakurai Art System (Shinya Sakurai, Toshiki Camigiou, Toshiro Yamaguchi, Norio Kajiura, Kumi Yamamoto)</p>
<p><em>Chiostri di S. Corona, ore 20.45<br />
</em><strong>Conferenza “La Tazza e il Bastone &#8211; Le Scuole Buddhiste Giapponesi”<br />
</strong>relatore Dott. Marcello Ghilardi (Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Padova)<br />
Aperta a tutti fino ad esaurimento posti</p>
<p><strong>12 marzo<br />
</strong><em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo<br />
</em><strong>Apertura esposizione di oggetti di Arti e Tradizioni Giapponesi<br />
</strong>(kimono, calligrafie, ningyo-bambole, origami, suiseki ecc.),</p>
<p><em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo<br />
</em><strong>Gioco del Go<br />
</strong>a cura del gruppo Go Veneto<br />
ore 16.00 1ª sessione<br />
ore 17.30 2ª sessione<br />
Aperto a tutti, è richiesta la prenotazione</p>
<p><em>Chiostri S.</em><em>Corona, ore 20.45<br />
</em><strong>Conferenza Cultura Giapponese: “Itinerario Giapponese &#8211; Colori e Immagini”<br />
</strong>relatore Prof. G. Pasqualotto (Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Padova)<br />
Aperta a tutti fino ad esaurimento posti</p>
<p><strong>13 marzo<br />
</strong><em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo, ore 10.00<br />
</em><strong>Apertura esposizione Bonsai<br />
</strong>a cura del Gruppo Ovest Vicentino Bonsai</p>
<p><em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo<br />
</em><strong>Gioco del Go<br />
</strong>a cura del Gruppo Go Veneto<br />
ore 15.00 1ª sessione<br />
ore 16.30 2ª sessione<br />
Aperto a tutti, è richiesta la prenotazione</p>
<p><em>Chiostri di S. Corona<br />
</em><strong>Lezione Taiko<br />
</strong>Gruppo Kyoshindo<br />
ore 14.30 1ª sessione<br />
ore 16.45 2ª sessione<br />
Aperto a tutti, è richiesta l’iscrizione</p>
<p><em>Piazza dei Signori, ore 17.15<br />
</em><strong>Degustazione dolci giapponesi<br />
</strong>a cura delle Sig.re Yuri Kagawa, Chiharu Kihara e Ruriko Nakano<br />
fino ad esaurimento</p>
<p><strong>14 marzo<br />
</strong><em>Chiostri di S.Corona, ore 10.00<br />
</em><strong>Vestizione del Kimono<br />
</strong>a cura delle Sig.re Mari Sakaguchi e Yuko Sato<br />
Aperta a tutti fino ad esaurimento posti</p>
<p><em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo<br />
</em><strong>Laboratorio Origami<br />
</strong>a cura Sig.ra Yuko Sato<br />
ore 11.45 1ª sessione<br />
ore 15.00 2ª sessione<br />
Aperto a tutti, è richiesta la prenotazione</p>
<p><em>Chiostri di S. Corona, ore 16.00<br />
</em><strong>Chadō &#8211; Cerimonia del Tè<br />
</strong>Scuola Urasenke: introduzione, dimostrazione<br />
Aperto a tutti fino ad esaurimento posti<br />
Per la degustazione è richiesta la prenotazione &#8211; Posti limitati</p>
<p><strong>19 marzo<br />
</strong><em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo<br />
</em><strong>Introduzione alla Lingua Giapponese</strong><br />
Sig.ra Reiko Matsuyama<br />
ore 16.45 1ª sessione<br />
ore 18.00 2ª sessione<br />
Aperta a tutti, è richiesta la prenotazione</p>
<p><em>Chiostri di S. Corona, ore 20.45<br />
</em><strong>Conferenza: “Shodō – L’Arte della Calligrafia”<br />
</strong>relatore Prof. Andrea Centomo,<br />
Aperta a tutti fino ad esaurimento posti</p>
<p><strong>20 marzo<br />
</strong><em>Ristorante Tazio c/o Boscolo Hotel De La Ville, ore 9.45 – 13.30<br />
</em><strong>Dimostrazione di Cucina Giapponese</strong><br />
Sig.ra Yuri Kagawa,<br />
È richiesta iscrizione entro martedì 16 marzo</p>
<p><em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo<br />
</em><strong>Laboratorio Origami</strong><br />
a cura Sig.ra Yuko Sato<br />
ore 16.00 1ª sessione<br />
ore 17.45 2ª sessione.<br />
Aperto a tutti, è richiesta la prenotazione</p>
<p><strong>21 marzo<br />
</strong><em>Chiostri di S. Corona<br />
</em><strong>Shodō – L’Arte della Calligrafia<br />
</strong>lezione con la Mª Kazuko Hiraoka, Scuola Akitsukai<br />
ore 10.00 1ª sessione<br />
ore 14.30 2ª sessione<br />
È richiesta iscrizione entro giovedì 18 marzo</p>
<p><em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo, ore 10.00<br />
</em><strong>Lavorazione Bonsai</strong><br />
lezione a cura di Bonsai Club Feltre, eseguita da Mauro Stemberger</p>
<p><strong>ESPOSIZIONI</strong>- <em>Ingresso Libero<br />
</em><strong>Arte Contemporanea</strong><br />
<em>Galleria Primo Piano Arte Studio &#8211; C.trà S. Barbara, 21<br />
</em>Mercoledì: 15.00 – 19.00<br />
Giovedì: 10.00 – 13.00, 15.00 – 19.00<br />
Venerdì: 15.00 – 19.00<br />
Sabato: 10.00 – 13.00, 16.00 – 20.00<br />
Domenica 14/03: 16.00 – 20.00<br />
Domenica 21/03: 16.00 – 20.00</p>
<p><strong>Oggetti di Arti e Tradizioni</strong><br />
<em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo &#8211; Piazza S. Giacomo<br />
</em>da Lunedì a Venerdì: 15.00 – 19.30<br />
Sabato: 10.00 – 13.00, 15.00 – 20.00<br />
Domenica 14/03: 10.00 – 13.00, 15.00 – 19.00<br />
Domenica 21/03: 10.00 – 13.00</p>
<p><strong>Esposizione Bonsai</strong><br />
<em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo &#8211; Piazza S. Giacomo<br />
</em>Sabato: 10.00 – 13.00, 15.00 – 20.00<br />
Domenica 14/03: 10.00 – 13.00, 15.00 – 19.00<br />
Domenica 21/03: 10.00 – 13.00</p>
<p><strong>Esposizione Suiseki<br />
</strong><em>Chiesa SS. Filippo e Giacomo &#8211; Piazza S. Giacomo<br />
</em>dal Lunedì al Venerdì: 15.00 – 19.30</p>
<p><a href="http://www.comune.vicenza.it/albo/notizie.php/59772">Le iniziative</a> sono aperte a tutti. Alcune sono ad ingresso libero, tra cui le esposizioni, e in qualche caso richiedono la prenotazione. Altre prevedono il versamento della quota di iscrizione. Per informazioni, prenotazioni ed iscrizioni contattare l’associazione Ghoan 3456497944, <a href="mailto:gohan@nagaikiryu.com">gohan@nagaikiryu.com</a>,<a href="http://www.nagaikiryu.com/">www.nagaikiryu.com</a>.</p>
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